Fabio Rebora

Il percorso di Fabio Rebora è fra i meno facilmente codificabili nella storia dell’arte, così come poco codificabile è la sua vita.

Nato in un piccolo paesino del Woldebradt da padre italiano e madre lettone, si chiude in disdegnoso mutismo fino all’età di dodici anni.
In seguito commenterà – nella sua maniera penetrante – questo episodio, affermando “potevo scegliere di parlare qualsiasi lingua, ma in una scelta non c’è mai che l’illusione della libertà”.

A tredici anni parte militare falsificando la grafia del sindaco del suo paese natio, e disegnandosi due baffi finti incredibilmente veri: è così che capisce di sapere usare la matita e di essere incline alla menzogna.
Sarà soprattutto quest’ultima qualità a dargli la possibilità di intraprendere una carriera artistica tanto folgorante, quanto del tutto inventata.

Al momento è Grande Accademico alla Regia Accademia di Belle Arti del Zugenstatd.
A cura di Pier Paolo di Mino

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